Su Nosferatu e Dracula

 "Professore, faccio sogni sempre più oscuri… Il male nasce dentro di noi o viene dall'aldilà?"

Nel valido Nosferatu di Robert Eggers (visto qualche giorno fa), la protagonista Ellen Hutter (Lily-Rose Deep) pone questa atavica domanda al prof. Albin Eberhart Von Franz (Willem Dafoe). Domanda "atavica" perché il male e le sue origini sono grandi quesiti filosofici, affrontati nel corso dei secoli da numerosi pensatori come Epicuro, Sant'Agostino e Hannah Arendt solo per citare i più celebri.

Nel film di Eggers, la risposta alla domanda è abbastanza semplice: Nosferatu, il male, è stato "invocato" da Ellen stessa, è conseguenza del suo malessere interiore, non ha alcuna origine ultra-terrena, è "solo" una proiezione del suo bisogno di compagnia e affetto, di pulsioni e desideri repressi. 

Un fotogramma di Nosferatu.

Questo è uno dei punti da cui Nosferatu si distanzia dall'originale Dracula di Bram Stoker, dove il vampiro è l'emblema del maligno ed è antitesi al Dio e alla religione cristiana, se è vero che potenti armi contro di lui sono crocifissi e ostie consacrate.

Ovviamente, quando si paragonano Nosferatu e Dracula, è necessario ricordare che il primo è una "copia" cinematografica del secondo, un libero adattamento del romanzo firmato dallo sceneggiatore austriaco Henrik Galeen per la regia del tedesco Friedrich W. Murnau, essenzialmente perché la casa di produzione della pellicola non aveva denaro sufficiente per aggiudicarsi i diritti di riproduzione dell'opera.

E il finale di questa storia è noto: quasi tutte le copie del Nosferatu di Murnau furono distrutte in seguito al processo intentato dalla moglie di Stoker, Florence, contro i produttori del film per violazione di copyright; alcune copie però si salvarono fortunosamente perché distribuite all'estero e dunque ancora oggi possiamo ammirare uno dei massimi capolavori dell'Espressionismo tedesco.

Un fotogramma iconico.

Chiusa la parentesi storica, il Nosferatu di Eggers non solo è una riflessione sul male ma anche un ottimo film horror che ha contribuito ad alimentare la fama del suo regista.

Personalmente consiglierei di vedere la sua opera prima, The VVitch, una caccia alla strega ambientata nel New England del '600 tra folklore e superstizioni, dalla tensione ben costruita scena dopo scena, con la protagonista Anya Taylor-Joy al suo primo importante ruolo cinematografico.

Il trailer di The VVitch.

Si consiglia in questa sede anche la lettura del sopracitato Dracula di Bram Stoker, brillante esempio di letteratura gotica nella sua tetraggine per svariati motivi, fra cui le descrizioni dei paesaggi in cui si sviluppa la vicenda, di stampo chiaramente romantico: si pensi per esempio alla località costiera di Whitby in cui soggiornano Mina Harker e la sua amica Lucy, al suo mare in tempesta, alle antiche rovine della sua abbazia e soprattutto al suo cimitero sulla scogliera, spesso avvolto nella nebbia.

Sublime al suo apice, dal diario di Mina riportato come fonte nel romanzo di Stoker (passo tratto dal sesto capitolo): 

"Il paese è incantevole. Il fiume dell’Ersk taglia la vallata che s’allarga in vicinanza del mare. Le case violacee fanno ricordare quelle di Norimberga. Fuori della città, si trova l’antica Badia di Whitby, vecchia e imponente rovina. Si dice che sia frequentata dallo spirito di una dama Bianca. La chiesa confina con un gran cimitero, da cui si gode una vista stupenda sul porto e sulla baia. È una meta di escursione. Ci verrò spesso. È di qui che scrivo queste righe". 

Una copertina del Dracula di Bram Stoker.

In chiusura, una piccola curiosità sull'origine della parola "nosferatu": per alcuni deriva dal romeno "nesuferitul" ("l'insopportabile"), per altri dal latino "non-spiratus" ("privo di respiro", quindi "morto"). A me piace la terza pista, quella greca: "nosophoros" (νοσοφόρος), "portatore di malattie", che fra l'altro avrebbe senso anche per i Nosferatu cinematografici diffusori della peste.

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