Essere "polýtropos"
Nel precedente post ho accennato velocemente all'epiteto utilizzato da Omero (o chi per lui) in apertura di Odissea per descrivere Ulisse: "polìtropo". Ebbene, questo aggettivo può essere il centro di una riflessione letteraria che ritengo interessante esplorare perché ci dice qualcosa non tanto sul passato ma sul presente e su ciò che siamo. Questo l'incipit del proemio: Ἄνδρα μοι ἔννεπε, Μοῦσα, πολύτροπον, ὃς μάλα πολλὰ πλάγχθη, ἐπεὶ Τροίης ἱερὸν πτολίεθρον ἔπερσεν. Allora, partiamo dalle basi: consultando il GI , dizionario compagno di mille traduzione dal greco all'italiano ai tempi del classico, il termine "πολύτροπος" (pol ý tropos) ha diversi significati ma abbastanza precisi: "che si volge da ogni parte", "che ha molto viaggiato", "versatile" o "multiforme" solo per citarne alcuni. E nel tempo rinomati traduttori dell'Odissea si sono attenuti alla resa più o meno letterale della parola. La voce ...