Si fa presto a dire "civiltà"
Qualche giorno fa è stata pubblicata la prima parte del programma politico di Futuro Nazionale, partito di estrema destra guidato dall'ex generale dell'Esercito Roberto Vannacci. Fra i vari argomenti trattati, ce n'è uno che mi ha colpito: quello relativo alla cittadinanza e all'iter di acquisizione proposto per essa.
Per richiedere la cittadinanza italiana sarà necessario aver dimorato regolarmente per almeno 20 anni sul territorio nazionale, dimostrare una padronanza della lingua italiana parlata e scritta di livello C1, non aver riportato condanne penali e sottoscrivere una dichiarazione di assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana.
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Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. |
Ora premesso che alcuni italiani per diritto di sangue attualmente (purtroppo) non arrivano neppure al livello B1, ossia quello intermedio o "di soglia" (ci si riferisce ovviamente al Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue), mi ha colpito il riferimento alla dichiarazione di assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana.
Evidentemente Vannacci e i suoi hanno un'idea romantica e un po' stereotipata delle civiltà elencate, viste probabilmente come modelli di perfezione a cui tendere… ma è davvero così? Vogliamo davvero ritornare ai loro tempi?
Beninteso, io ho grande rispetto e ammirazione per Greci e Romani che rappresentano la culla della cultura occidentale e nei secoli hanno dato notevole impulso allo sviluppo della scienza e delle arti, della filosofia, della politica e del diritto: ciò non può assolutamente essere messo in dubbio né lo si vuole mettere.
Tuttavia spesso, quando pensiamo a quel passato, tendiamo appunto a idealizzarlo, minimizzando o cancellando del tutto aspetti controversi e idee o valori al giorno d'oggi inammissibili.
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Il mercato degli schiavi nell'Antica Roma secondo il pittore francese Gustave Boulanger. |
Immaginiamo davvero di volerci assimilare alla civiltà greca e romana: reintrodurremmo anche l'istituto della schiavitù? Perché la società greca e quella romana ammettevano tranquillamente che un essere umano potesse servirsi e disporre a suo totale piacimento di un altro essere umano come se fosse un oggetto da utilizzare e infine buttare via quando ormai inutile.
E per quanto riguarda la condizione femminile? Nelle póleis greche come a Roma, le donne erano subordinate all'autorità del padre o del marito, le loro vite si svolgevano prettamente in ambito domestico ed erano quasi del tutto escluse dalla vita pubblica. Ma d'altronde, nel programma di Futuro Nazionale si parla apertamente di "patriarcato mediterraneo", un modello sociale in cui i maschi sono "forti e capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società".
Infine, che dire della pederastia? Il termine deriva dalle parole greche paîs (παῖς, "ragazzo") ed erastés (ἐραστής, "amante"), quindi letteralmente significherebbe "colui che ama i ragazzi". Da non confondere con la "pedofilia" che riguarda fantasie o impulsi sessuali aventi come oggetto bambini dai tredici anni in giù, la pederastia prevedeva rapporti di tipo sentimentale e sessuale fra adulti e adolescenti di sesso maschile al di fuori dell'ambito familiare.
Oggi per noi sarebbe riprovevole, nel mondo greco era invece tollerata e praticata poiché (sintetizzando) era vista come uno strumento educativo, utile a trasmettere valori e a introdurre i giovani nella società degli adulti.
Coppie pederastiche raffigurate durante simposio in un affresco rinvenuto a Paestum. |
La lista di aspetti quantomeno problematici potrebbe continuare, ad esempio parlando di "razzismo" inteso tuttavia come forma di etnocentrismo sia per la Grecia sia per Roma; quanto esposto tuttavia basta già a far comprendere che la proposta di Futuro Nazionale sulla cittadinanza appare capziosa e irricevibile, uno specchietto per le allodole (come altri punti del programma, probabilmente perfino incostituzionali), che parla alla pancia degli elettori senza escogitare soluzioni concrete e fattibili ai problemi del Paese.
La civiltà greca e quella romana sono una cosa seria e non meritano di essere trascinate nel dibattito pubblico in questo modo, solo per ottenere qualche voto in più alle future elezioni.


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